THE SHOW MUST GO ON – Il teatrino della campagna vaccinale continua

La vicenda relativa alla sospensione del vaccino AstraZeneca a seguito dei casi di trombosi verificatisi dopo la sua somministrazione per un momento sembrava avesse interrotto lo stato d’ipnosi generalizzato (dovuto al fatto che nonostante i casi di decessi e di reazioni avverse accadute in tutto il mondo i media continuassero a dire che il vaccino è sicuro), ma così non è stato.

Per evitare questo “risveglio” i media si sono affrettati a diffondere la notizia che si trattava solo di un lotto fallato, il che già appare ridicolo, e in seguito hanno continuato con il teatrino della sospensione della somministrazione in attesa di verifiche, una pantomima atta a far credere che ci sia un reale interesse per la salute delle persone. In realtà l’unica preoccupazione delle case farmaceutiche è quella di tutelarsi legalmente. Lo dimostrano i fatti, dato che dopo soli tre giorni l’EMA ha dichiarato che gli studi effettuati confermano che non ci sono rischi legati al vaccino e che quindi si poteva riprendere in sicurezza con la somministrazione. L’unico provvedimento preso è stato quello di aggiornare il libretto informativo aggiungendo questo possibile “effetto collaterale”. Se ancora a qualcuno non apparisse chiaro che la tutela legale è l’unica loro preoccupazione basta leggere la dichiarazione uscita il giorno in cui è ripartita la somministrazione: “L’aggiornamento del bugiardino del vaccino AstraZeneca sarà aggiornato questa mattina, così ci è stato comunicato dal ministro e il fatto di aver fissato alle 15 l’orario per le vaccinazioni è proprio per consentire l’aggiornamento, che sarà presentato in conferenza stampa alle 12”.
Quest’episodio, così come le più recenti rivalutazioni in tema di pericolosità e fasce d’età a rischio, riconferma il fatto che è in atto una sperimentazione di massa i cui effetti a breve e lungo termine sono innanzitutto sconosciuti (e quindi non si possono chiamare propriamente effetti collaterali, semmai conseguenze) e si conosceranno solo in corso d’opera a discapito di chi non rifiuterà di farsi inoculare il vaccino. 
Recentemente ne è stata autorizzata la sperimentazione anche su bambini (a partire da neonati di 2 mesi d’età) e il luogo destinato per tale pratica è l’ospedale Buzzi di Milano. Nel tentativo di convincerci che ci sia pure una sorta di riguardo nei confronti dei bimbi il primario Gianvincenzo Zuccotti dichiara che: “è importante salvaguardare il primo anno, dove i bambini già ricevono parecchi vaccini, se ci sarà una buona campagna vaccinale in generale, credo che sarà sufficiente iniziare a vaccinare i bambini da 1 anno di vita”. A nostro avviso appare evidente la presa in giro dato che l’unica tutela possibile è il rifiuto in toto della sperimentazione stessa.
Quando si parla di bambini “volontari” significa in realtà che qualche genitore prenderà la decisione di mettere a disposizione il proprio figlio o la propria figlia ai ricercatori del Buzzi di Milano, i quali sperimenteranno sui loro corpi gli effetti sconosciuti dei vaccini.
Come può un genitore mettere a repentaglio la vita del proprio bambino in questo modo? Potrebbe essere per via di un compenso che probabilmente verrà offerto a famiglie in difficoltà economica? 
Un’altra riflessione che ci viene spontanea è se questo “invito ad aderire” alla campagna vaccinale non sia un altro stratagemma per potersi tutelare quando in futuro si vedranno le conseguenze effettive di questa sperimentazione. Le aziende potranno affermare che non si è trattato di obbligo vaccinale, ma sono le persone ad avervi partecipato volontariamente. Un gioco di prestigio in grado di addossare la colpa sui singoli che hanno “scelto” di partecipare alla campagna vaccinale assolvendo i veri responsabili, ovvero le aziende produttrici, l’EMA, l’OMS, le varie figure politiche, i mass media e tutti quelli che hanno promosso e contribuito alla campagna di terrore attualmente in atto.
La propaganda del sacrificio e del “bisogna andare avanti” è il mantra che ci viene ripetuto da più di un anno: la maggior parte delle persone lo ripete in continuazione sia a sé stessa che agli altri per farsi coraggio a vicenda e per convincere e convincersi che le percentuali dei decessi e delle conseguenze avverse post vaccinazioni siano basse, cadendo di fatto a piè pari nella trappola delle percentuali.
Lo stratagemma delle percentuali invisibilizza ancora più dei numeri: quando si parla di contagiati o morti “per Covid-19” i media utilizzano i numeri, poiché dire che in Italia sono stati riscontrati oggi 300 casi di contagiati invece che lo 0,0005% genera un altro effetto a livello emotivo. Utilizzare le percentuali anziché i numeri quando si parla di chi manifesta reazioni gravi o muore dopo il vaccino, veicola l’idea che questi individui siano pochissimi, e di conseguenza impressiona meno. Non dobbiamo dimenticare che in realtà dietro ogni percentuale si celano centinaia o migliaia di vite interrotte o rovinate per sempre: amici, sorelle, fratelli, nonni, genitori e figli.
Si tende ad evitare di soffermarsi e di discutere sulle contraddizioni, accettando come vere anche due informazioni in contrasto tra loro, poiché mettere in discussione il vaccino vorrebbe dire non avere più quella speranza di tornare alla normalità. Metterebbe nella posizione di dover affrontare il fatto che questa situazione di restrizioni non passerà, ma evolverà e questo spaventa. 
Oltre a tutto questo, opporsi alla vaccinazione potrebbe significare rischiare di perdere il posto di lavoro (ricatto che si aggiunge a quelli sulle libertà di movimento e non solo), e in una società dove l’idea di felicità è spesso associata all’avere del denaro, ed il metodo più semplice e più diffuso per ottenerlo è lavorare, si capisce bene che il rischio di non avere un’entrata stabile spaventa molto più che fare da soggetti per questa sperimentazione. 
Purtroppo la maggior parte delle persone difficilmente smetterà di aver fiducia in certi apparati e istituzioni o metterà in dubbio ciò che le raccontano senza aver vissuto un’esperienza in prima persona. Pensiamo a ciò che è capitato con i vaccini in passato: quasi nessuno ha messo in discussione l’obbligo vaccinale a parte chi da parecchio tempo critica la questione della medicalizzazione e i genitori dei bambini che dopo il vaccino hanno smesso di parlare oppure hanno perso parzialmente o totalmente la mobilità, o hanno manifestato un qualche effetto collaterale. I loro racconti non sono stati minimamente presi in considerazione e come ciliegina sulla torta questi genitori sono stati apostrofati con l’appellativo di “no-vax”, etichetta denigratoria creata ad arte. Come se ciò non bastasse sono stati diffamati dai media tramite esperti che non facevano altro che ribadire la mancanza di prove scientifiche sulla correlazione tra la vaccinazione e lo stato dei bimbi, sputando di fatto in faccia al dramma che un genitore ha vissuto e si vive ogni giorno in prima persona.
Perché non si mette mai in dubbio la buonafede dell’apparato tecno-scientifico e la narrazione a senso unico dei mass media nonostante tutte le palesi contraddizioni? Davvero non abbiamo ancora compreso che i social network non sono altro che uno strumento per manipolare l’opinione pubblica? Sarebbe il caso di ragionare a fondo, e chiedersi se davvero le stesse persone senza scrupoli che per i loro interessi devastano il pianeta sterminando e avvelenando intere popolazioni nel sud del mondo, possano offrirci una qualche speranza per il futuro.
Noi siamo certi che essi continueranno a realizzare esclusivamente i loro progetti come hanno sempre fatto, a discapito delle nostre libertà e delle nostre vite senza il minimo interesse né per la nostra salute né per quella di tutti gli altri esseri viventi sul pianeta e che solo ribellandosi con forza e con ogni mezzo necessario si potrà avere l’opportunità in futuro di una vita libera e degna di essere vissuta.

“Empty spaces, what are we living for?
Abandoned places, I guess we know the score, on and on
Does anybody know what we are looking for?
Another hero, another mindless crime
Behind the curtain, in the pantomime
Hold the line
Does anybody want to take it anymore?”

The Show Must Go OnThe Queen

Aprile 2021