I ROVESCI MATERIALI DEL MONDO DIGITALE

Testo apparso, con il titolo Les ordis ne naissent pas dans les choux, all’interno del dossier A.C.A.B. (All Computers Are Bastards), a cui è stato dedicato il numero 151 del giornale francese CQFD (“Ce qu’il faut dire”), febbraio 2017.   

Le macchine sofisticate che ci circondano sono fabbricate a partire da materiali che bisogna andare a estrarre dalle viscere della Terra con processi industriali i quali necessitano di molti metalli pesanti e di prodotti chimici, tutti molti tossici, così come di quantità considerevoli di petrolio e d’acqua. È necessario allo stesso tempo un macchinario tecnologico molto elaborato. Per esempio, la fabbricazione di un tablet o di uno smartphone abbisogna di 62 metalli diversi e di molta plastica.

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IL NOSTRO BISOGNO DI SICUREZZA

Nulla è sicuro come la morte. In effetti si sperperano così tanto tempo ed energie per rendere la propria esistenza più sicura sotto ogni aspetto; ma avete mai pensato allora al suicidio? Oggi giorno la tecnologia dà più sicurezza di una madre affettuosa e di un padre premuroso. Ha infine di­staccato l’individuo dal mondo. Con la promessa dell’onnipotenza ne ha invece smorzato il potere – la possibilità di fare e di agire da sé. Ci vuole uno sforzo non indifferente, un vero e proprio lavoro, per rimettersi in relazione con i propri sensi – per provare anche solo un piacere che non sia stordimento o divertimento. Quell’universo, il dominio dell’azione e della scelta, la morale, sembra reciso in maniera definitiva – tant’è che per agire veramente occorre quasi per forza uscire dagli schemi e dal flusso quotidiano. 

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