DRIZZIAMO LE ANTENNE – Un Appello

DRIZZIAMO LE ANTENNE – UN APPELLO
Resistere alla rete 5G, alla digitalizzazione e alla medicalizzazione delle nostre vite

Tempi duri. Forse ci si potrebbe chiedere quando non lo siano stati. Se rileggiamo molti testi, manifesti o scritti vari usciti dalla metà dell’Ottocento a oggi dagli ambienti radicali che hanno sfidato lo status quo, troveremo frasi del tipo “non c’è più tempo da perdere”, “ora o mai più”, “non si può più aspettare”, “la catastrofe è imminente”, “questo qualcosa cambierà per sempre le nostre vite” eccetera. 
Ora, qualcuno un po’ malizioso potrebbe dire: “Vedete, è quasi due secoli che ci rompete e siamo ancora qui, vivi e vegeti e viviamo nel periodo più democratico della storia, certo non è perfetto ma è il migliore dei mondi possibili”.
Bisogna ammetterlo, le riflessioni di questo genere sono rassicuranti, ti fanno apprezzare tutte le belle comodità della nostra civiltà moderna, sedere sul divano e sospirare: “Ma sì, non ce la passiamo poi così male”. Questa è l’inerzia che ci toccherà smuovere per parlare dell’ennesimo qualcosa che cambierà per sempre le nostre vite: 5G, digitalizzazione e medicalizzazione della società globale, cose che vanno, soprattutto le prime due, decisamente a braccetto.
Ma data la situazione contestuale dalla quale partiamo, la pandemia mondiale di covid19 e la relativa gestione, è fondamentale iniziare con una premessa che riguarda due tematiche molto ostiche.

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CRITICARE LA RETE 5G NON CI BASTA! – Alcune riflessioni per allargare la critica

In molteplici contesti diverse persone stanno sviluppando una critica alla nuova rete 5G. Quello che ci auspichiamo è che ciò possa far ritrovare la voglia d’informarsi e di mettere in discussione quello che sappiamo, arrivando anche a criticare non solo questa tecnologia, ma l’intero insieme di processi che ha portato a questo ennesimo sviluppo scientifico.

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RETE 5G: NON SOLO UNA QUESTIONE DI SALUTE

Sempre più persone si pongono dei dubbi in merito all’introduzione della rete 5G ed alle ripercussioni che avrà sulla salute; purtroppo ciò che troppo spesso manca è una critica che prenda in considerazione tutta una serie di problematiche di cruciale importanza. Il tema della salute è sicuramente importante, ma non è l’unico tassello del puzzle. 
La rete 5G infatti sarà il supporto che renderà possibile l’avvento delle future smart city, avvento che l’emergenza coronavirus sta accelerando, creando attraverso la paura quell’accettazione sociale che fin poco tempo fa era ancora acerba. 
Quello che vorremmo fare con questo scritto è andare ad analizzare come ciò che ci circonda cambierà drasticamente e con esso anche noi, il nostro modo di percepirci e di percepire la realtà.

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I ROVESCI MATERIALI DEL MONDO DIGITALE

Testo apparso, con il titolo Les ordis ne naissent pas dans les choux, all’interno del dossier A.C.A.B. (All Computers Are Bastards), a cui è stato dedicato il numero 151 del giornale francese CQFD (“Ce qu’il faut dire”), febbraio 2017.   

Le macchine sofisticate che ci circondano sono fabbricate a partire da materiali che bisogna andare a estrarre dalle viscere della Terra con processi industriali i quali necessitano di molti metalli pesanti e di prodotti chimici, tutti molti tossici, così come di quantità considerevoli di petrolio e d’acqua. È necessario allo stesso tempo un macchinario tecnologico molto elaborato. Per esempio, la fabbricazione di un tablet o di uno smartphone abbisogna di 62 metalli diversi e di molta plastica.

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PRIMAVERA SILENZIOSA

È ragionevole descrivere
una sorta di imprigionamento per mezzo di un altro
quanto descrivere qualsiasi cosa
che esiste
realmente
per mezzo di un’altra che non esiste affatto

Daniel Defoe

Perché dovremmo sopportare una dieta di veleni non del tutto nocivi, una casa in sobborghi non del tutto squallidi, una cerchia di conoscenze non del tutto ostili, il frastuono di motori non così eccessivo da renderci pazzi?
Chi dunque vorrebbe vivere in un mondo non del tutto mortale?

Rachel Carson, Primavera silenziosa

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SGUARDO OBLIQUO

Guarda a tutt’occhi, guarda.”
Jules Verne

La prima battaglia culturale è stare di guardia ai fatti.”
Hannah Arendt

La disinformazione giornalistica scomposta ed emergenziale sta facendo da narratrice unidirezionale alla situazione complessa in cui siamo immersi da un mese a questa parte. Improbabile trovare un’unica lente di osservazione ed analisi per affrontarla. Molti piani, prospettive e dinamiche si mescolano e intrecciano richiamando relativi interessi e protagonisti di processi già in corso.
C’è da dire che, come spesso accade nella storia, avvenimenti emergenziali accelerano determinati processi e in questo caso affiorano chiaramente quelli che sono gli obiettivi che, grazie a questa pandemia, si vorrebbe raggiungere.
L’eccezionalità permette di spostare il confine dell’accettabile in modo poco rumoroso e senza preavviso, attuando delle “trasformazioni silenziose” irreversibili.
È importante che gli scenari non siano previsioni. Piuttosto, sono ipotesi ponderate che ci permettono di immaginare, e poi di provare, diverse strategie per essere più preparati per il futuro – o più ambiziosi, come aiutare a plasmare un futuro migliore… gli scenari sono un mezzo attraverso il quale è possibile non solo immaginare ma anche attualizzare un grande cambiamento” (Rockfeller Foundation).

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