NEGAZIONISMO E FAKE NEWS – Patologizzare e criminalizzare il pensiero

“Torniamo all’ossessione odierna per i «negazionisti del Covid»: andando a vedere, si scopre che «negazionista» è un epiteto scagliabile contro chiunque critichi l’irrazionalità e/o iniquità di un provvedimento o anche solo si mostri scettico sulla sua efficacia, chiunque smonti un esempio di mala informazione mainstream sul virus o reagisca sbuffando all’ennesimo titolo strumentale, chiunque ricordi le responsabilità del governo o dei governatori, chiunque rifiuti la narrazione dominante incentrata sull’«è colpa nostra, non ce la possiamo fare, gli italiani capiscono solo il bastone». Persino chi “indossa male” la mascherina si becca l’epiteto di «negazionista».
Il «negazionista» è il nuovo «quello che fa jogging».”

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DRIZZIAMO LE ANTENNE – Un Appello

DRIZZIAMO LE ANTENNE – UN APPELLO
Resistere alla rete 5G, alla digitalizzazione e alla medicalizzazione delle nostre vite

Tempi duri. Forse ci si potrebbe chiedere quando non lo siano stati. Se rileggiamo molti testi, manifesti o scritti vari usciti dalla metà dell’Ottocento a oggi dagli ambienti radicali che hanno sfidato lo status quo, troveremo frasi del tipo “non c’è più tempo da perdere”, “ora o mai più”, “non si può più aspettare”, “la catastrofe è imminente”, “questo qualcosa cambierà per sempre le nostre vite” eccetera. 
Ora, qualcuno un po’ malizioso potrebbe dire: “Vedete, è quasi due secoli che ci rompete e siamo ancora qui, vivi e vegeti e viviamo nel periodo più democratico della storia, certo non è perfetto ma è il migliore dei mondi possibili”.
Bisogna ammetterlo, le riflessioni di questo genere sono rassicuranti, ti fanno apprezzare tutte le belle comodità della nostra civiltà moderna, sedere sul divano e sospirare: “Ma sì, non ce la passiamo poi così male”. Questa è l’inerzia che ci toccherà smuovere per parlare dell’ennesimo qualcosa che cambierà per sempre le nostre vite: 5G, digitalizzazione e medicalizzazione della società globale, cose che vanno, soprattutto le prime due, decisamente a braccetto.
Ma data la situazione contestuale dalla quale partiamo, la pandemia mondiale di covid19 e la relativa gestione, è fondamentale iniziare con una premessa che riguarda due tematiche molto ostiche.

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CRITICA AL DOGMA SCIENTIFICO

Dio salvaci!! Da tempi lontanissimi questo coro si leva al cielo da ogni angolo del pianeta, ciò che cambia è semplicemente quello che ogni popolo considera Dio. Molti ne sono stati inventati, e molte sono le loro storie, per certi versi simili per altri meno, ma quando ci si trova in un momento di difficoltà molti invocano l’aiuto di quest’entità superiore, alla quale dobbiamo tutto ciò che c’è di meraviglioso nella nostra vita; che rappresenta il bene e che prova amore per tutti noi, sia che venga considerato il nostro creatore, oppure un modello da seguire.
Non importa se certi fenomeni quali le alluvioni o le siccità facciano parte dell’esistenza stessa del pianeta, ad un certo punto, dopo esserci eletti a specie superiore in quanto creature di Dio, abbiamo cominciato a pensare che le alluvioni fossero la punizione divina per i nostri comportamenti e si vedevano come soluzioni a queste calamità naturali vari tipologie di sacrifici e di preghiera. 
Oggi in questo mondo dove la scienza ha sostituito gli Dei, dove siamo passati dall’essere creature devote alle divinità all’essere creature devote alla scienza è a lei che rivolgiamo le nostre preghiere. Siamo arrivati al punto dove non accettiamo neanche la morte come un fatto naturale del ciclo vitale, la consideriamo come un problema tecnico e quindi che solamente mediante tecnici può – e deve – essere risolta. 

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DARIO MUSSO: UNA VICENDA DI REPRESSIONE PSICHIATRICA

Brividi lungo la schiena mentre si leggono gli articoli e si guardano i video riguardanti Dario Musso, un ragazzo che durante il lockdown ha deciso di rompere il silenzio e di dire la sua agli abitanti del paese siciliano di Ravanusa, in macchina e con megafono alla mano. Musso ha vissuto di persona le conseguenze dell’aver violato la quarantena e dell’aver manifestato pubblicamente i propri pensieri, poiché in pochissimo tempo è stato accerchiato da carabinieri e infermieri che l’hanno prontamente sedato e psichiatrizzato. Questo ragazzo subirà poi un TSO – Trattamento Sanitario Obbligatorio – che lo tratterrà per una settimana in un reparto psichiatrico, lontano da parenti e amici che hanno chiesto invano di poterlo incontrare.

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CRITICARE LA RETE 5G NON CI BASTA! – Alcune riflessioni per allargare la critica

In molteplici contesti diverse persone stanno sviluppando una critica alla nuova rete 5G. Quello che ci auspichiamo è che ciò possa far ritrovare la voglia d’informarsi e di mettere in discussione quello che sappiamo, arrivando anche a criticare non solo questa tecnologia, ma l’intero insieme di processi che ha portato a questo ennesimo sviluppo scientifico.

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RETE 5G: NON SOLO UNA QUESTIONE DI SALUTE

Sempre più persone si pongono dei dubbi in merito all’introduzione della rete 5G ed alle ripercussioni che avrà sulla salute; purtroppo ciò che troppo spesso manca è una critica che prenda in considerazione tutta una serie di problematiche di cruciale importanza. Il tema della salute è sicuramente importante, ma non è l’unico tassello del puzzle. 
La rete 5G infatti sarà il supporto che renderà possibile l’avvento delle future smart city, avvento che l’emergenza coronavirus sta accelerando, creando attraverso la paura quell’accettazione sociale che fin poco tempo fa era ancora acerba. 
Quello che vorremmo fare con questo scritto è andare ad analizzare come ciò che ci circonda cambierà drasticamente e con esso anche noi, il nostro modo di percepirci e di percepire la realtà.

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