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Presidio al mercato di Mandello del Lario contro la società della sorveglianza.

DUE PRESIDI AI MERCATI CONTRO LA SOCIETà DELLA SORVEGLIANZA


Oggi la convinzione di essere in guerra contro un “nemico invisibile” sta facendo accettare ciò che fino a qualche anno fa avrebbe trovato delle resistenze.
Quello che ora è in via di realizzazione, ovvero la digitalizzazione completa delle nostre vite, il tracciamento digitale dei nostri movimenti, il passaporto sanitario, l’identità digitale, la vaccinazione su larga scala, l’abolizione del denaro contante, l’automazione completa della società, la riproduzione artificiale e l’internet delle cose (IOT) ha una storia ben più lunga di quest’ultimo anno; il “pretesto pandemico” ne ha semplicemente accelerato in modo esponenziale la messa in opera: una “nuova normalità” che non avrà nulla a che vedere con quella a cui eravamo abituati prima del lockdown si sta concretizzando.

Il 25 aprile è una data che rimanda immediatamente alla resistenza, quella fatta di uomini e donne che si misero in gioco anche a discapito della propria vita per la libertà. Combattenti che hanno continuato a lottare anche dopo la fine ufficiale del conflitto mondiale perché vedevano le stesse persone che governavano nel ventennio fascista e i loro accoliti riprendersi le posizioni di potere.
Oggi si sta barattando la propria libertà in cambio di una vita “in sicurezza”, ma quest’ultima si può considerare degna di essere vissuta? Come si possono accettare passivamente il coprifuoco, il vaccino (ovvero fare da soggetti per la più grande sperimentazione di massa della storia), l’installazione di antenne per la rete 5g con le loro conseguenze catastrofiche e irreversibili e permettere che qualcun altro decida quali siano le nostre necessità primarie?