
CINEFORUM: Gli impatti fisici social ed ambientali dovuti alla produzione, al funzionamento ed all’utilizzo dei dispositivi tecnologici
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Articoli di questo numero:
-ISRAELE COME MONDO: ILTECNO-COLONIALISMO 4.0
Non c’è niente di meglio del modello democratico israeliano che possa rappresentare ciò che è il fine ultimo del progetto denominato smart world. E’ un dato di fatto che gli sviluppi tecnologici testati in Palestina (ma in generale nelle guerre) vengono venduti all’occidente per essere utilizzati all’interno dei contesti urbani, diventando parte fondamentale della trasformazione in corso. Ciò che comporterà lo possiamo vedere chiaramente in Palestina: analisi dei territori, raccolta dati sugli individui, elaborazione e predizione algoritmica, calcolo dei danni collaterali, confinamento e infine attacco militare. In un contesto come quello italiano non è ancora il momento per chi detiene il potere di utilizzare metodologie radicali come quelle impiegate da Israele. Pertanto, la gestione degli individui in modo sempre più capillare passerà per step intermedi che interverranno direttamente sui corpi, La società del futuro non è quell’immagine da cartolina spacciata dai suoi promotori, ma è più una Gaza allargata: da una parte del muro smart city iper-tecnologiche e dall’altra, l’umanità eccedente, inutile, o forse utile semplicemente per sperimentare sulla loro pelle ogni sorta di tecnologia, per poi essere letteralmente eliminata in caso dia troppi problemi, magari mediante gli stessi sistemi di sterminio automatizzati che in questo momento sta utilizzando, addestrando e perfezionando lo stato israeliano a Gaza.
-LE COLTIVAZIONI OGM (TEA) SCENDONO IN CAMPO
La storia dell’ingegneria genetica è lunga circa mezzo secolo, quella che riguarda il trasferimento artificiale di geni all’interno di una pianta è stata messa a punto all’inizio degli anni ottanta. La propaganda sta convincendo la maggior parte della popolazione che le nuove tecnologie in campo agricolo, a differenza di quelle più datate, siano maggiormente sicure, o semplicemente il clima di fiducia generalizzata nei confronti degli sviluppi tecno-scientifici allontana qualsiasi preoccupazione in merito ad esse. In ogni fase storica multinazionali e lobby di ogni sorta hanno saputo usare le terminologie e le strategie più consone per promuovere e far accettare i loro veleni, e ad oggi, il mantra della sostenibilità risulta essere quello più funzionale. Quello che purtroppo in pochissimi ricordano è che è il medesimo ritornello utilizzato dalle stesse lobby per immettere gli OGM agli albori della loro realizzazione. In questo contesto storico, compartimentare gli argomenti senza andare ad analizzare come i vari passaggi siano strettamente interdipendenti, in quello che è lo stravolgimento sociopolitico, ecologico e di senso in atto, porrebbe dei limiti alla costruzione di percorsi di lotta che siano all’altezza della situazione. Affrontare la questione delle colture OGM non può prescindere da un discorso che le inquadri all’interno di ciò che viene definita la quarta rivoluzione industriale.
-L’INSOSTENIBILE RITORNO DEL NUCLEARE
Il disastro ecologico in corso a livello globale ha un impatto crescente e devastante sugli ecosistemi e su tutti gli esseri viventi. I governi mondiali e le lobby industriali e militari cavalcano mediaticamente la catastrofe con false soluzioni, continuando a sfruttare il pianeta. In Italia in particolare, la spinta alla rinascita nucleare tenterà di cancellare la storia delle opposizioni popolari che dagli anni’70 sono state portate avanti con lotte sul campo. Nonostante tali percorsi di lotta le pressioni dell’industria nucleare sul mondo politico non si sono mai fermate. Allo stato attuale, ritenendo che sia un contesto maturo per un consenso generalizzato di questa nocività, la propaganda esce dalle convention di settore e si traveste da informazione generalista, costellata da omissioni e manipolazioni dei dati, che compare a più riprese nei programmi scolastici, sui quotidiani, sui social e nei canali online puntando soprattutto ai giovani. Nel frattempo le università non smettono di sfornare laureati in ingegneria nucleare, mentre le aziende si tengono al passo con investimenti nelle centrali estere e coi reattori sperimentali usati su suolo italico. Non si può dimenticare che ogni tecnologia, oltre ad essere il prodotto della società che la produce, diventa trasformatrice della società stessa: vale anche per l’energia nucleare. Le nuove centrali, fuori da ogni retorica green, non soppianteranno i combustibili fossili, ma serviranno per sopportare e supportare i crescenti consumi delle infrastrutture dietro la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale.
-METTERSI IN DISCUSSIONE PER METTERE IN DISCUSSIONE
L’importanza dello studio al fine di comprendere e affrontare un sistema complesso come quello nel quale siamo immersi è innegabile. Quello che a volte viene meno è un percorso di tipo introspettivo in grado di elaborare riflessioni profonde su come certi assunti determinano di fatto come agiamo o non agiamo, e persino come ci rapportiamo tra esseri umani e col resto del vivente. Nel momento in cui si vanno a mettere in discussione certi processi e si accusano Stato, lobby, gruppi finanziari e personaggi di ogni sorta, additandoli come artefici dell’abominio nel quale viviamo (o meglio sopravviviamo), è altrettanto importante andare a scavare dentro sé stessi per fare un percorso individuale di liberazione che sia in grado di costruire percorsi di opposizione che abbiano come motore il reale cambiamento radicale del modello di società antropocentrica e oligarchica nella quale viviamo. La diffusione di certi modi di pensare non è mai stata casuale, si dà il caso infatti, che chi aveva idee che potessero mettere in discussione o destabilizzare chi stava in una posizione di comando è stato perseguitato in ogni modo possibile, al contempo si è stato fatto in modo che certi pensieri diventassero endemici all’interno della società. Il confronto su certe convinzioni è necessario in un percorso di lotta condiviso per chiarire con sé stessi e con gli altri cosa non si vuole in questo mondo e al contempo cosa si vorrebbe.
Per questo che a differenza di chi si accontenta di tracciare una linea dove da una parte ci sono i sostenitori di questo sistema tecno-scientifico e dall’altra i suoi oppositori, a mio avviso andare a sviscerare concetti introiettati e idee di mondo lo trovo fondamentale affinché i rapporti umani si consolidino, inoltre i percorsi che riescono a perdurare nel tempo sono quelli dove la condivisione è più profonda, che non significa l’avere un pensiero unico, ma un progetto comune condiviso nel profondo.













