
INIZIATIVA DI APPROFONDIMENTO E DIBATTITO SULLA RETE 5G E IL COSIDDETTO “INTERNET DELLE COSE”
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File scaricabili dei pannelli in mostra ai presidi ai mercati.
Nonostante in questo contesto storico ci troviamo ad affrontare un insieme di processi che trasformeranno radicalmente l’intera società, costringendo chi non vorrà adeguarsi ad una vita sempre più difficoltosa, è anche vero che un numero considerevole di persone ha iniziato a mettere in discussione questioni che vanno ben oltre l’imposizione di un siero genico o di un lasciapassare, il che può aprire un dibattito che vada a scardinare concetti che si davano per assodati. Il 31 marzo non è una data che segna la fine delle restrizioni e quindi da festeggiare, ma il giorno dal quale tutti gli strumenti messi in campo per la limitazione delle libertà personali e collettive diventano parte integrante della cosiddetta “nuova normalità”, ovvero una trasformazione sociale, politica ed economica (cominciato ben prima di questi circa due anni) che attraverso la normalizzazione dell’esclusione e la costruzione di uno stato di emergenza perenne cercherà di raggiungere nel minor tempo possibile gli obiettivi delle varie agende internazionali, come per esempio quelli del world economic forum e dell’alleanza per l’identità digitale.
Continua a leggereLA VERITA’ PUO’ TURBARE, MA RESTA SEMPRE VERITA’
Nella notte tra l’uno e il due settembre siamo stati fermati in via Cavour e accusati di aver affisso dei manifesti senza il permesso. Alla questura la semplice sanzione amministrativa non bastava ed è per questo che ha voluto rincarare la dose denunciandoci per “pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico” (Art. 656 del codice penale).
Essere accusati di diffondere notizie false proprio da chi difende un sistema che da sempre mente, manipola e terrorizza la popolazione al fine di legittimare le più abiette pratiche politiche e repressive è quantomeno paradossale.
Ma cosa dicevano di falso questi manifesti?
Versione stampabile del pieghevole “IL CONTAGIO CHE TEMONO è QUELLO POLITICO” distribuito a Lecco.
“Tanto più una società si allontana dalla verità, più odierà quelli che la dicono” G.Orwell
Il distanziamento sociale sarà il nuovo principio organizzativo della società, la quale da parecchio tempo promuove ogni nuovo sviluppo in campo medico, tecnologico o energetico come portatore di innumerevoli benefici per l’intera società, negando il dibattito sui rischi e denigrando sia chi pone delle critiche sia chi si oppone. In passato è stato fatto riguardo il tema degli O.G.M., dell’energia nucleare, dei migranti, del neocolonialismo nel Sud del mondo e più recentemente per l’ingegneria genetica e per la rete 5g. Questo periodo se non altro dovrebbe far riflettere chi per una volta si è ritrovato nella condizione di essere l’emarginato, il denigrato – per non dire il folle – su come l’élite che sta al potere non si preoccupi minimamente di manipolare l’opinione pubblica schiacciando e reprimendo chi non si piega obbediente e remissivo al suo volere. Il distanziamento sociale ha come unico scopo l’impedimento dell’incontro fisico e del confronto reale tra le persone. Questo perché i rapporti non mediati da dispositivi tecnologici sono meno controllabili, a differenza di quelli virtuali che sono costantemente monitorati, indirizzati e magari censurati o bloccati. I social ci danno l’impressione di avere uno scambio continuo con un numero infinito di persone, ma in realtà siamo soli davanti ad uno schermo, immobili e passivi.
Tenerci segregati in casa ad ascoltare i loro bollettini di guerra ha avuto un ruolo fondamentale per creare sia il consenso che la divisione tra le persone. Incontrarsi per conoscersi, confrontarsi per condividere analisi e riflessioni è il primo punto di partenza, è la scintilla che può accendere la voglia di rivalsa e chi sta al potere ne è consapevole ed è per questo che utilizza ogni stratagemma possibile per impedircelo. Il green pass oltre allo scopo intimidatorio di imposizione della più grande sperimentazione di massa della storia si pone come ulteriore strumento per impedire il contagio politico, l’unico vero contagio temuto da chi detiene il potere, nel tentativo di evitare la nascita di percorsi di lotta. Lo abbiamo visto in passato quando gruppi di rivoluzionari incarcerati venivano tenuti separati dai detenuti comuni, al fine di evitare che certi ideali prendessero piede, segno di quanto la diffusione di un pensiero sia temuta, in quanto mezzo potente in grado di ostacolare concretamente i loro progetti. Costruire percorsi di resistenza non sarà una passeggiata e non basterà trovarsi in piazza, ma questo è il primo e fondamentale passo, ed ogni cammino comincia con un passo.