NON FACCIAMOLI SPERIMENTARE! Riflessioni contro la vaccinazione di massa in atto (testo del volantino)

In questo momento storico di profondo e irreversibile cambiamento la questione della vaccinazione di massa è centrale. Attraverso la strumentalizzazione di statistiche e numeri si sta sperimentando sui corpi di tutti e attraverso ricatti e menzogne ci vengono imposte tutta una serie di restrizioni. Ribadiamo con forza di non prendere come oro colato le “versioni ufficiali”, sapendo bene quanto gli interessi economici e di potere siano da sempre in contraddizione con la salute e la libertà delle persone. Se a tutto questo si aggiunge il fatto che ogni ragionamento o pensiero critico viene etichettato come fake news e chi lo sviluppa viene tacciato di complottismo o negazionismo, crediamo sia urgente condividere riflessioni e costruire percorsi di lotta.

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NEGAZIONISMO E FAKE NEWS – Patologizzare e criminalizzare il pensiero

“Torniamo all’ossessione odierna per i «negazionisti del Covid»: andando a vedere, si scopre che «negazionista» è un epiteto scagliabile contro chiunque critichi l’irrazionalità e/o iniquità di un provvedimento o anche solo si mostri scettico sulla sua efficacia, chiunque smonti un esempio di mala informazione mainstream sul virus o reagisca sbuffando all’ennesimo titolo strumentale, chiunque ricordi le responsabilità del governo o dei governatori, chiunque rifiuti la narrazione dominante incentrata sull’«è colpa nostra, non ce la possiamo fare, gli italiani capiscono solo il bastone». Persino chi “indossa male” la mascherina si becca l’epiteto di «negazionista».
Il «negazionista» è il nuovo «quello che fa jogging».”

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DRIZZIAMO LE ANTENNE – Un Appello

DRIZZIAMO LE ANTENNE – UN APPELLO
Resistere alla rete 5G, alla digitalizzazione e alla medicalizzazione delle nostre vite

Tempi duri. Forse ci si potrebbe chiedere quando non lo siano stati. Se rileggiamo molti testi, manifesti o scritti vari usciti dalla metà dell’Ottocento a oggi dagli ambienti radicali che hanno sfidato lo status quo, troveremo frasi del tipo “non c’è più tempo da perdere”, “ora o mai più”, “non si può più aspettare”, “la catastrofe è imminente”, “questo qualcosa cambierà per sempre le nostre vite” eccetera. 
Ora, qualcuno un po’ malizioso potrebbe dire: “Vedete, è quasi due secoli che ci rompete e siamo ancora qui, vivi e vegeti e viviamo nel periodo più democratico della storia, certo non è perfetto ma è il migliore dei mondi possibili”.
Bisogna ammetterlo, le riflessioni di questo genere sono rassicuranti, ti fanno apprezzare tutte le belle comodità della nostra civiltà moderna, sedere sul divano e sospirare: “Ma sì, non ce la passiamo poi così male”. Questa è l’inerzia che ci toccherà smuovere per parlare dell’ennesimo qualcosa che cambierà per sempre le nostre vite: 5G, digitalizzazione e medicalizzazione della società globale, cose che vanno, soprattutto le prime due, decisamente a braccetto.
Ma data la situazione contestuale dalla quale partiamo, la pandemia mondiale di covid19 e la relativa gestione, è fondamentale iniziare con una premessa che riguarda due tematiche molto ostiche.

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PRIMAVERA SILENZIOSA

È ragionevole descrivere
una sorta di imprigionamento per mezzo di un altro
quanto descrivere qualsiasi cosa
che esiste
realmente
per mezzo di un’altra che non esiste affatto

Daniel Defoe

Perché dovremmo sopportare una dieta di veleni non del tutto nocivi, una casa in sobborghi non del tutto squallidi, una cerchia di conoscenze non del tutto ostili, il frastuono di motori non così eccessivo da renderci pazzi?
Chi dunque vorrebbe vivere in un mondo non del tutto mortale?

Rachel Carson, Primavera silenziosa

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SGUARDO OBLIQUO

Guarda a tutt’occhi, guarda.”
Jules Verne

La prima battaglia culturale è stare di guardia ai fatti.”
Hannah Arendt

La disinformazione giornalistica scomposta ed emergenziale sta facendo da narratrice unidirezionale alla situazione complessa in cui siamo immersi da un mese a questa parte. Improbabile trovare un’unica lente di osservazione ed analisi per affrontarla. Molti piani, prospettive e dinamiche si mescolano e intrecciano richiamando relativi interessi e protagonisti di processi già in corso.
C’è da dire che, come spesso accade nella storia, avvenimenti emergenziali accelerano determinati processi e in questo caso affiorano chiaramente quelli che sono gli obiettivi che, grazie a questa pandemia, si vorrebbe raggiungere.
L’eccezionalità permette di spostare il confine dell’accettabile in modo poco rumoroso e senza preavviso, attuando delle “trasformazioni silenziose” irreversibili.
È importante che gli scenari non siano previsioni. Piuttosto, sono ipotesi ponderate che ci permettono di immaginare, e poi di provare, diverse strategie per essere più preparati per il futuro – o più ambiziosi, come aiutare a plasmare un futuro migliore… gli scenari sono un mezzo attraverso il quale è possibile non solo immaginare ma anche attualizzare un grande cambiamento” (Rockfeller Foundation).

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