E’ Disponibile il terzo numero di “PENSIERO CRITICO” per riceverlo contattateci alla mail: terreinmoto.info@gmail.com

Articoli di questo numero:

-ISRAELE COME MONDO: ILTECNO-COLONIALISMO 4.0
Non c’è niente di meglio del modello democratico israeliano che possa rappresentare ciò che è il fine ultimo del progetto denominato smart world. E’ un dato di fatto che gli sviluppi tecnologici testati in Palestina (ma in generale nelle guerre) vengono venduti all’occidente per essere utilizzati all’interno dei contesti urbani, diventando parte fondamentale della trasformazione in corso. Ciò che comporterà lo possiamo vedere chiaramente in Palestina: analisi dei territori, raccolta dati sugli individui, elaborazione e predizione algoritmica, calcolo dei danni collaterali, confinamento e infine attacco militare. In un contesto come quello italiano non è ancora il momento per chi detiene il potere di utilizzare metodologie radicali come quelle impiegate da Israele. Pertanto, la gestione degli individui in modo sempre più capillare passerà per step intermedi che interverranno direttamente sui corpi, La società del futuro non è quell’immagine da cartolina spacciata dai suoi promotori, ma è più una Gaza allargata: da una parte del muro smart city iper-tecnologiche e dall’altra, l’umanità eccedente, inutile, o forse utile semplicemente per sperimentare sulla loro pelle ogni sorta di tecnologia, per poi essere letteralmente eliminata in caso dia troppi problemi, magari mediante gli stessi sistemi di sterminio automatizzati che in questo momento sta utilizzando, addestrando e perfezionando lo stato israeliano a Gaza.

-LE COLTIVAZIONI OGM (TEA) SCENDONO IN CAMPO
La storia dell’ingegneria genetica è lunga circa mezzo secolo, quella che riguarda il trasferimento artificiale di geni all’interno di una pianta è stata messa a punto all’inizio degli anni ottanta. La propaganda sta convincendo la maggior parte della popolazione che le nuove tecnologie in campo agricolo, a differenza di quelle più datate, siano maggiormente sicure, o semplicemente il clima di fiducia generalizzata nei confronti degli sviluppi tecno-scientifici allontana qualsiasi preoccupazione in merito ad esse. In ogni fase storica multinazionali e lobby di ogni sorta hanno saputo usare le terminologie e le strategie più consone per promuovere e far accettare i loro veleni, e ad oggi, il mantra della sostenibilità risulta essere quello più funzionale. Quello che purtroppo in pochissimi ricordano è che è il medesimo ritornello utilizzato dalle stesse lobby per immettere gli OGM agli albori della loro realizzazione. In questo contesto storico, compartimentare gli argomenti senza andare ad analizzare come i vari passaggi siano strettamente interdipendenti, in quello che è lo stravolgimento sociopolitico, ecologico e di senso in atto, porrebbe dei limiti alla costruzione di percorsi di lotta che siano all’altezza della situazione. Affrontare la questione delle colture OGM non può prescindere da un discorso che le inquadri all’interno di ciò che viene definita la quarta rivoluzione industriale.

-L’INSOSTENIBILE RITORNO DEL NUCLEARE
Il disastro ecologico in corso a livello globale ha un impatto crescente e devastante sugli ecosistemi e su tutti gli esseri viventi. I governi mondiali e le lobby industriali e militari cavalcano mediaticamente la catastrofe con false soluzioni, continuando a sfruttare il pianeta. In Italia in particolare, la spinta alla rinascita nucleare tenterà di cancellare la storia delle opposizioni popolari che dagli anni’70 sono state portate avanti con lotte sul campo. Nonostante tali percorsi di lotta le pressioni dell’industria nucleare sul mondo politico non si sono mai fermate. Allo stato attuale, ritenendo che sia un contesto maturo per un consenso generalizzato di questa nocività, la propaganda esce dalle convention di settore e si traveste da informazione generalista, costellata da omissioni e manipolazioni dei dati, che compare a più riprese nei programmi scolastici, sui quotidiani, sui social e nei canali online puntando soprattutto ai giovani. Nel frattempo le università non smettono di sfornare laureati in ingegneria nucleare, mentre le aziende si tengono al passo con investimenti nelle centrali estere e coi reattori sperimentali usati su suolo italico. Non si può dimenticare che ogni tecnologia, oltre ad essere il prodotto della società che la produce, diventa trasformatrice della società stessa: vale anche per l’energia nucleare. Le nuove centrali, fuori da ogni retorica green, non soppianteranno i combustibili fossili, ma serviranno per sopportare e supportare i crescenti consumi delle infrastrutture dietro la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale.


-METTERSI IN DISCUSSIONE PER METTERE IN DISCUSSIONE

L’importanza dello studio al fine di comprendere e affrontare un sistema complesso come quello nel quale siamo immersi è innegabile. Quello che a volte viene meno è un percorso di tipo introspettivo in grado di elaborare riflessioni profonde su come certi assunti determinano di fatto come agiamo o non agiamo, e persino come ci rapportiamo tra esseri umani e col resto del vivente. Nel momento in cui si vanno a mettere in discussione certi processi e si accusano Stato, lobby, gruppi finanziari e personaggi di ogni sorta, additandoli come artefici dell’abominio nel quale viviamo (o meglio sopravviviamo), è altrettanto importante andare a scavare dentro sé stessi per fare un percorso individuale di liberazione che sia in grado di costruire percorsi di opposizione che abbiano come motore il reale cambiamento radicale del modello di società antropocentrica e oligarchica nella quale viviamo. La diffusione di certi modi di pensare non è mai stata casuale, si dà il caso infatti, che chi aveva idee che potessero mettere in discussione o destabilizzare chi stava in una posizione di comando è stato perseguitato in ogni modo possibile, al contempo si è stato fatto in modo che certi pensieri diventassero endemici all’interno della società. Il confronto su certe convinzioni è necessario in un percorso di lotta condiviso per chiarire con sé stessi e con gli altri cosa non si vuole in questo mondo e al contempo cosa si vorrebbe.
Per questo che a differenza di chi si accontenta di tracciare una linea dove da una parte ci sono i sostenitori di questo sistema tecno-scientifico e dall’altra i suoi oppositori, a mio avviso andare a sviscerare concetti introiettati e idee di mondo lo trovo fondamentale affinché i rapporti umani si consolidino, inoltre i percorsi che riescono a perdurare nel tempo sono quelli dove la condivisione è più profonda, che non significa l’avere un pensiero unico, ma un progetto comune condiviso nel profondo.

CHE LA RESISTENZA DIVENTI ORDINARIETA’

Nonostante in questo contesto storico ci troviamo ad affrontare un insieme di processi che trasformeranno radicalmente l’intera società, costringendo chi non vorrà adeguarsi ad una vita sempre più difficoltosa, è anche vero che un numero considerevole di persone ha iniziato a mettere in discussione questioni che vanno ben oltre l’imposizione di un siero genico o di un lasciapassare, il che può aprire un dibattito che vada a scardinare concetti che si davano per assodati. Il 31 marzo non è una data che segna la fine delle restrizioni e quindi da festeggiare, ma il giorno dal quale tutti gli strumenti messi in campo per la limitazione delle libertà personali e collettive diventano parte integrante della cosiddetta “nuova normalità”, ovvero una trasformazione sociale, politica ed economica (cominciato ben prima di questi circa due anni) che attraverso la normalizzazione dell’esclusione e la costruzione di uno stato di emergenza perenne cercherà di raggiungere nel minor tempo possibile gli obiettivi delle varie agende internazionali, come per esempio quelli del world economic forum e dell’alleanza per l’identità digitale.

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IL CONTAGIO CHE TEMONO è QUELLO POLITICO – Testo del pieghevole contro il green-pass

“Tanto più una società si allontana dalla verità, più odierà quelli che la dicono” G.Orwell

Il distanziamento sociale sarà il nuovo principio organizzativo della società, la quale da parecchio tempo promuove ogni nuovo sviluppo in campo medico, tecnologico o energetico come portatore di innumerevoli benefici per l’intera società, negando il dibattito sui rischi e denigrando sia chi pone delle critiche sia chi si oppone. In passato è stato fatto riguardo il tema degli O.G.M., dell’energia nucleare, dei migranti, del neocolonialismo nel Sud del mondo e più recentemente per l’ingegneria genetica e per la rete 5g. Questo periodo se non altro dovrebbe far riflettere chi per una volta si è ritrovato nella condizione di essere l’emarginato, il denigrato – per non dire il folle – su come l’élite che sta al potere non si preoccupi minimamente di manipolare l’opinione pubblica schiacciando e reprimendo chi non si piega obbediente e remissivo al suo volere. Il distanziamento sociale ha come unico scopo l’impedimento dell’incontro fisico e del confronto reale tra le persone. Questo perché i rapporti non mediati da dispositivi tecnologici sono meno controllabili, a differenza di quelli virtuali che sono costantemente monitorati, indirizzati e magari censurati o bloccati. I social ci danno l’impressione di avere uno scambio continuo con un numero infinito di persone, ma in realtà siamo soli davanti ad uno schermo, immobili e passivi. 
Tenerci segregati in casa ad ascoltare i loro bollettini di guerra ha avuto un ruolo fondamentale per creare sia il consenso che la divisione tra le persone. Incontrarsi per conoscersi, confrontarsi per condividere analisi e riflessioni è il primo punto di partenza, è la scintilla che può accendere la voglia di rivalsa e chi sta al potere ne è consapevole ed è per questo che utilizza ogni stratagemma possibile per impedircelo. Il green pass oltre allo scopo intimidatorio di imposizione della più grande sperimentazione di massa della storia si pone come ulteriore strumento per impedire il contagio politico, l’unico vero contagio temuto da chi detiene il potere, nel tentativo di evitare la nascita di percorsi di lotta. Lo abbiamo visto in passato quando gruppi di rivoluzionari incarcerati venivano tenuti separati dai detenuti comuni, al fine di evitare che certi ideali prendessero piede, segno di quanto la diffusione di un pensiero sia temuta, in quanto mezzo potente in grado di ostacolare concretamente i loro progetti. Costruire percorsi di resistenza non sarà una passeggiata e non basterà trovarsi in piazza, ma questo è il primo e fondamentale passo, ed ogni cammino comincia con un passo. 

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NON FACCIAMOLI SPERIMENTARE! Riflessioni contro la vaccinazione di massa in atto (testo del volantino)

In questo momento storico di profondo e irreversibile cambiamento la questione della vaccinazione di massa è centrale. Attraverso la strumentalizzazione di statistiche e numeri si sta sperimentando sui corpi di tutti e attraverso ricatti e menzogne ci vengono imposte tutta una serie di restrizioni. Ribadiamo con forza di non prendere come oro colato le “versioni ufficiali”, sapendo bene quanto gli interessi economici e di potere siano da sempre in contraddizione con la salute e la libertà delle persone. Se a tutto questo si aggiunge il fatto che ogni ragionamento o pensiero critico viene etichettato come fake news e chi lo sviluppa viene tacciato di complottismo o negazionismo, crediamo sia urgente condividere riflessioni e costruire percorsi di lotta.

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NEGAZIONISMO E FAKE NEWS – Patologizzare e criminalizzare il pensiero

“Torniamo all’ossessione odierna per i «negazionisti del Covid»: andando a vedere, si scopre che «negazionista» è un epiteto scagliabile contro chiunque critichi l’irrazionalità e/o iniquità di un provvedimento o anche solo si mostri scettico sulla sua efficacia, chiunque smonti un esempio di mala informazione mainstream sul virus o reagisca sbuffando all’ennesimo titolo strumentale, chiunque ricordi le responsabilità del governo o dei governatori, chiunque rifiuti la narrazione dominante incentrata sull’«è colpa nostra, non ce la possiamo fare, gli italiani capiscono solo il bastone». Persino chi “indossa male” la mascherina si becca l’epiteto di «negazionista».
Il «negazionista» è il nuovo «quello che fa jogging».”

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CRITICA AL DOGMA SCIENTIFICO

Dio salvaci!! Da tempi lontanissimi questo coro si leva al cielo da ogni angolo del pianeta, ciò che cambia è semplicemente quello che ogni popolo considera Dio. Molti ne sono stati inventati, e molte sono le loro storie, per certi versi simili per altri meno, ma quando ci si trova in un momento di difficoltà molti invocano l’aiuto di quest’entità superiore, alla quale dobbiamo tutto ciò che c’è di meraviglioso nella nostra vita; che rappresenta il bene e che prova amore per tutti noi, sia che venga considerato il nostro creatore, oppure un modello da seguire.
Non importa se certi fenomeni quali le alluvioni o le siccità facciano parte dell’esistenza stessa del pianeta, ad un certo punto, dopo esserci eletti a specie superiore in quanto creature di Dio, abbiamo cominciato a pensare che le alluvioni fossero la punizione divina per i nostri comportamenti e si vedevano come soluzioni a queste calamità naturali vari tipologie di sacrifici e di preghiera. 
Oggi in questo mondo dove la scienza ha sostituito gli Dei, dove siamo passati dall’essere creature devote alle divinità all’essere creature devote alla scienza è a lei che rivolgiamo le nostre preghiere. Siamo arrivati al punto dove non accettiamo neanche la morte come un fatto naturale del ciclo vitale, la consideriamo come un problema tecnico e quindi che solamente mediante tecnici può – e deve – essere risolta. 

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